
Google Business Profile per agenzie immobiliari
Guida gratuita per agenzie immobiliari: come ottimizzare la scheda Google (Google Business Profile) in 20 passi, il piano di lancio a 90 giorni, la routine di gestione e i modelli pronti per recensioni e post.
Guida gratuita · Immobiliare
Come trasformare la scheda Google della tua agenzia nel tuo primo commerciale: 20 passi operativi, il piano di lancio a 90 giorni, la routine di gestione e i modelli pronti per recensioni e post. Edizione 2026.
In questa guida
- 1. Perché la scheda Google è il tuo primo commerciale
- 2. Come funziona e cosa è cambiato nel 2026
- 3. Rivendicare e verificare la scheda
- 4. L’anagrafica completa
- 5. La descrizione: 750 caratteri
- 6. Foto e video
- 7. I post
- 8. Le recensioni
- 9. Domande & Risposte e l’AI
- 10. Servizi
- 11. Messaggi e chat
- 12. Prenotazioni e valutazioni
- 13. Le statistiche
- 14. Farsi trovare: local SEO
- 15. Problemi e sospensioni
- 16. La concorrenza sleale
- 17. Gli errori più comuni
- 18. Il piano di lancio a 90 giorni
- 19. La routine di gestione
- 20. Checklist di ottimizzazione
- A. Appendice A: modelli pronti
- B. Appendice B: glossario
Agenzia immobiliare, hai una scheda Google? Allora hai già un commerciale che lavora per te 24 ore su 24, gratis. Il problema è che quasi nessuno lo gestisce davvero. Questa guida ti dà il metodo, passo per passo.
1. Perché la scheda Google è il tuo primo commerciale
Quando un proprietario decide di vendere casa e non conosce nessun agente di persona, fa una cosa sola: cerca su Google. Digita «agenzia immobiliare [città]» oppure il nome di una che gli hanno consigliato, e guarda le prime schede che escono. Per ognuna controlla in pochi secondi le stelle, il numero di recensioni, le foto e le risposte dell’agenzia. Quella scheda — non il tuo sito, non i portali — è il tuo primo commerciale: lavora 24 ore su 24, gratis, e decide se il proprietario ti chiama o passa oltre.
I numeri che rendono la scheda una priorità
- Il 96% delle ricerche legate alla casa parte online, quasi sempre da Google.
- Le ricerche «…vicino a me» e «…[quartiere]» sono cresciute in modo enorme: chi vuole vendere o comprare cerca per zona.
- La maggior parte dei clienti confronta più schede prima di scegliere e si fida delle recensioni quanto del consiglio di un amico.
- Una scheda curata produce chiamate, richieste di indicazioni e messaggi in entrata senza spendere un euro in pubblicità.
La buona notizia è che la maggior parte delle agenzie tratta la scheda come un adempimento: la crea e la dimentica. Chi la gestisce con metodo emerge sopra i concorrenti anche senza budget pubblicitario. Questa guida ti dà il metodo, passo per passo.

2. Come funziona e cosa è cambiato nel 2026
Quella che tutti chiamano ancora «Google My Business» oggi si chiama Profilo dell’attività su Google (Google Business Profile). L’app dedicata è stata dismessa: la scheda si gestisce direttamente da Google Ricerca e Google Maps — basta cercare il nome della tua agenzia da un account con cui l’hai rivendicata — oppure dalla dashboard web.
Capire come Google decide chi mostrare aiuta a fare le mosse giuste. Il posizionamento locale dipende da tre fattori: la rilevanza (quanto la tua scheda corrisponde a ciò che l’utente cerca), la distanza (quanto sei vicino a chi cerca o alla zona indicata) e la prominenza (quanto sei conosciuto e affidabile, misurata anche da recensioni, foto, attività e presenza sul web). Su tutti e tre puoi lavorare: è il senso di questa guida.
Le novità da conoscere (2026)
- Domande & Risposte (Q&A) rimosse. Google ha eliminato questa funzione a fine 2025: i thread pubblici sono spariti e non è più possibile inserire o gestire domande e risposte manualmente. Al loro posto risponde un’AI («Ask», basata su Gemini) che genera risposte in tempo reale.
- L’AI attinge da profilo, recensioni, descrizione, servizi e dal tuo sito. Non gestisci più le risposte a mano: la partita si sposta sul rendere quelle fonti complete, chiare e aggiornate (vedi sezione 9).
- Tempi di risposta monitorati. Google tiene conto della rapidità con cui rispondi a recensioni e messaggi: incide su coinvolgimento e visibilità.
- Statistiche e messaggi potenziati dall’AI: dashboard performance più ricca e risposte suggerite ai messaggi.

3. Rivendicare e verificare la scheda
Prima di ottimizzare, la scheda deve essere tua e verificata. Cerca il nome della tua agenzia su Google Maps: se esiste già una scheda «non rivendicata» (spesso creata automaticamente da Google), rivendicala; se non esiste, creala. Poi Google ti chiede di dimostrare che l’attività è reale.

I metodi di verifica
- Video: registri un breve video che mostra insegna, interni e un documento — è diventato il metodo più richiesto.
- Telefono / SMS, email, o cartolina con codice all’indirizzo: a seconda di ciò che Google propone per la tua attività.
- La verifica può richiedere da pochi minuti ad alcuni giorni. Finché non è completata, molte funzioni restano bloccate.
Chi deve possedere la scheda
La scheda va rivendicata con un account ufficiale dell’agenzia, non con l’account personale di un collaboratore che un domani potresti perdere. Assegna poi i ruoli (proprietario / gestore) alle persone che la curano: così più persone possono lavorarci senza che il controllo dipenda da una sola. Se trovi schede doppie dello stesso indirizzo, segnalale e chiedi l’unione: i doppioni disperdono le recensioni e confondono Google.
4. L’anagrafica completa: la base che Google incrocia
Nome, categoria, indirizzo, contatti e orari sono i dati che Google usa per decidere quando mostrarti. Devono essere esatti, completi e identici ovunque compaiano online.
4.1 Nome dell’attività
Usa il nome reale, così com’è sull’insegna. Non aggiungere parole chiave o città nel nome (es. «Immobiliare Rossi Vendita Case Milano»): è contro le regole di Google, rischi la sospensione e, paradossalmente, molte schede «spam» così costruite vengono penalizzate. Le parole chiave hanno il loro posto — descrizione, servizi, recensioni — non il nome.
4.2 Categorie: la leva di visibilità più potente dopo il nome
La categoria principale dice a Google di cosa ti occupi ed è determinante per comparire nelle ricerche giuste. Scegli quella più precisa e aggiungi le secondarie pertinenti. Un trucco utile: cerca i concorrenti più visibili della tua zona e guarda quali categorie usano.
Categorie tipiche per un’agenzia immobiliare
- Principale: «Agenzia immobiliare».
- Secondarie (se pertinenti): «Agente immobiliare», «Servizio di gestione immobiliare», «Amministratore di condominio», «Agenzia di affitti».
- Rivedile ogni tanto: Google introduce nuove categorie nel tempo.
4.3 Indirizzo e area servita
Se ricevi clienti in ufficio, tieni l’indirizzo visibile e coerente al centimetro con quello del sito. Se lavori soprattutto sul territorio, imposta l’area servita (i comuni o i quartieri che copri): comunichi a Google e ai clienti dove operi.
4.4 Orari
Inserisci gli orari regolari e aggiorna sempre quelli speciali: festivi, ponti, chiusure straordinarie. Una scheda che segna «aperto» quando sei chiuso genera telefonate a vuoto e recensioni negative; una che gestisce bene gli orari trasmette affidabilità.
4.5 Contatti e link
- Telefono locale (un prefisso di zona rafforza il segnale locale), sito web, e i link utili: la pagina «Valuta gratis il tuo immobile», il numero WhatsApp, la pagina appuntamenti.
- Meno passaggi ci sono per contattarti, più contatti ricevi: porta l’utente direttamente all’azione.
- Traccia il link al sito con un parametro UTM (es. ?utm_source=google&utm_medium=gbp): così, nelle statistiche del sito, vedi con precisione quanti contatti arrivano dalla scheda.
4.6 Attributi
Compila gli attributi che Google mette a disposizione per la tua categoria (es. modalità di contatto, accessibilità, servizi offerti): sono piccoli segnali in più che arricchiscono la scheda e possono farti comparire in filtri e ricerche specifiche.
5. La descrizione: 750 caratteri per dire chi sei
La descrizione (fino a 750 caratteri) non è un elenco di parole chiave: è la tua presentazione. In poche righe deve dire chi sei, per chi lavori meglio e cosa ti distingue, usando in modo naturale i termini con cui i proprietari ti cercano. Le prime righe sono le più importanti, perché sono quelle che si leggono per prime.
Struttura di una buona descrizione
- Chi sei e dove operi: agenzia, zona/quartieri, anni di presenza.
- Cosa ti distingue: la specializzazione o il punto di forza concreto e verificabile.
- I servizi principali, con le parole dei clienti (valutazione, vendita, affitto, mutui…).
- Un invito chiaro all’azione (chiamare, richiedere la valutazione gratuita).
Esempio
«Agenzia immobiliare a [zona], specializzata in [tipologia/quartiere]. Valutazioni gratuite in 48 ore e oltre [N] immobili venduti nella zona negli ultimi 3 anni. Ti seguiamo dalla firma al rogito con un unico referente e un report settimanale sull’andamento della vendita. Chiama o richiedi online una valutazione senza impegno.»
6. Foto e video: la prima impressione visiva
Le foto sono spesso ciò che il proprietario guarda per primo, e le schede con foto ricevono molte più richieste di indicazioni e clic rispetto a quelle senza. Caricane in quantità, curate, e tienile aggiornate: un profilo «vivo» viene premiato.
Cosa caricare (e come)
- Logo e foto di copertina coerenti con la tua immagine.
- Esterni dell’agenzia (per farsi riconoscere da chi passa) e interni dell’ufficio.
- Il team al lavoro e i volti: le persone si fidano delle persone, non dei loghi.
- Foto ai rogiti con i clienti soddisfatti (sempre con il loro permesso) e alcuni immobili di punta ben fotografati.
- Almeno 20 foto reali e recenti; aggiungine di nuove ogni mese. Niente immagini sgranate o prese da internet.
- Brevi video (15-30 secondi): un tour dell’ufficio, una presentazione del titolare, un immobile. Il video aumenta il tempo di permanenza sulla scheda.
Un mito da sfatare: il «geotag» nelle foto non è un fattore che sposta il posizionamento. Ciò che conta è la qualità, la coerenza e la frequenza con cui aggiorni.
7. I post (aggiornamenti): tenere la scheda viva
I post di Google Business compaiono sulla scheda e mostrano che l’agenzia è attiva e presente. Non servono contenuti elaborati: bastano brevi aggiornamenti con una foto e un invito all’azione. Ne esistono di tre tipi principali — novità, offerta ed evento — e la cadenza consigliata è di almeno un post a settimana.
12 idee di post per l’agenzia (una a settimana per 3 mesi)
- Immobile appena venduto («Venduto in 22 giorni in Via X»)
- Nuovo incarico in esclusiva
- Valutazione gratuita (offerta a tempo)
- Dati del mercato del quartiere del mese
- Recensione/testimonianza di un cliente
- Presentazione di un agente del team
- Evento o open house
- Consiglio utile per chi vende («3 cose da fare prima di mettere in vendita»)
- Consiglio per chi compra (mutui, agevolazioni prima casa)
- Dietro le quinte di una valutazione
- Traguardo dell’agenzia («100 recensioni!»)
- Immobile in evidenza della settimana
Regola d’oro: un solo invito all’azione per post (chiama, scopri, prenota), sempre con un recapito o un link diretto.
8. Le recensioni: il cuore della scheda
Le recensioni sono il fattore che più influenza la scelta del proprietario e uno dei segnali di visibilità locale più forti. La differenza tra chi ne ha 12 e chi ne ha 120 non è la qualità del servizio: è avere un sistema per chiederle. Con il volume, oltretutto, una singola recensione negativa pesa molto meno.
8.1 Chiederle con metodo
Chiedile sempre, al momento giusto — al preliminare o al rogito, quando la soddisfazione è al massimo — e rendi il gesto immediato: invia il link diretto alla recensione, meglio via WhatsApp, entro pochi minuti. Il link diretto lo ottieni dalla dashboard della scheda («Chiedi recensioni») o generando lo short link della tua attività: più il percorso è breve, più recensioni ottieni.
Script per chiedere la recensione
«Sono davvero contento che sia andato tutto bene con la vendita. Se le fa piacere condividere la sua esperienza, una recensione su Google sarebbe preziosa: aiuta altri proprietari a scegliere con fiducia. Le mando subito il link, così è questione di un minuto.»
- Invia il link diretto entro 30 minuti. Se dopo 3 giorni non è arrivata, un secondo messaggio gentile.
- Suggerisci (senza imporre) di citare la zona e il tipo di servizio: «se le va, scriva pure in che quartiere ha venduto» — le recensioni che nominano zona e servizio rafforzano anche la visibilità per quelle ricerche.
8.2 Rispondere a tutte, sempre
Chi legge le recensioni legge anche le tue risposte, e Google valuta la tua reattività. Rispondi a ogni recensione — positiva e negativa — entro 24-48 ore. Alla positiva con un ringraziamento personalizzato (nome, zona, risultato); alla negativa senza difenderti in modo aggressivo, riconoscendo e spostando il confronto in privato. Una risposta professionale a una critica vale più di dieci risposte alle lodi. (Trovi i modelli pronti nell’Appendice A.)
8.3 Recensioni negative e false
Una recensione negativa autentica va gestita, non temuta: rispondi con calma, mostra che ascolti, offri una soluzione. Una recensione palesemente falsa o che viola le regole di Google (offese, spam, conflitto d’interessi, contenuti non pertinenti) va segnalata a Google per la rimozione — ma non contare solo sulla rimozione: la difesa migliore è avere tante recensioni autentiche che «diluiscono» quella isolata.
Obiettivi e benchmark
- Primo traguardo: superare le 50 recensioni. Obiettivo di regime: 100+ con media sopra 4,5 stelle.
- Meglio un flusso costante (qualche recensione al mese) che tante recensioni tutte insieme: la costanza è un segnale di affidabilità.
- Misura ogni mese: nuove recensioni ricevute, media stelle, tempo medio di risposta.
9. Domande & Risposte e l’AI: la novità 2026
Fino a poco fa la scheda aveva una sezione «Domande e risposte» in cui chiunque poteva chiedere e l’agenzia poteva rispondere (o pre-caricare le domande più frequenti). Google ha rimosso questa funzione a fine 2025. Al suo posto, quando un utente ha una domanda, è un’AI a rispondere in tempo reale, pescando dalle informazioni disponibili su di te.
Come «alimentare» bene l’AI (la tua nuova FAQ)
- Non cercare più di gestire o pre-caricare le Q&A: non esistono più come le conoscevi.
- L’AI risponde attingendo da: informazioni del profilo, recensioni, descrizione, elenco servizi e dal tuo sito web.
- Mossa vincente: rendi profilo, servizi, descrizione, recensioni e sito il più completi, chiari e aggiornati possibile. Sono loro, ora, la tua «sezione FAQ» — quella che l’AI legge per rispondere al posto tuo.
- In pratica: sul sito e nei servizi rispondi in modo esplicito alle domande frequenti (quanto costa una valutazione, quanto tempo serve per vendere, quali zone coprite): l’AI userà quelle risposte.
10. Servizi (e prodotti)
Compila la sezione servizi con l’elenco di ciò che offri, usando i nomi che i clienti cercano. È un’occasione in più per comparire nelle ricerche pertinenti e — come visto — una delle fonti da cui l’AI attinge per rispondere.
- Elenca i servizi principali: Valutazione gratuita, Vendita, Affitto, Consulenza mutui, Gestione locazioni, Home staging, Consulenza su successioni e aste se le tratti.
- Aggiungi a ciascun servizio una breve descrizione con le parole del cliente e il beneficio concreto.
11. Messaggi e chat
Molte persone preferiscono scrivere piuttosto che telefonare. Attiva i messaggi dalla scheda solo se puoi garantire risposte rapide: un messaggio lasciato senza risposta danneggia più di quanto aiuti, e Google mostra il tuo tempo di risposta.
- Imposta un messaggio di benvenuto e alcune risposte rapide (per valutazione, visita, orari).
- Assegna a una persona il compito di rispondere entro poche ore in orario lavorativo.
12. Prenotazioni e valutazioni
Collega alla scheda il pulsante che porta il proprietario direttamente all’azione che conta per te: la richiesta di valutazione gratuita o la prenotazione di un appuntamento. È il modo più efficace per trasformare una visita alla scheda in un contatto reale.
- Usa una landing page semplice e dedicata (solo nome, telefono, indirizzo dell’immobile): niente menu che distragga.
- Rispondi ai contatti raccolti entro 5 minuti quando possibile: la velocità di risposta è il primo fattore di conversione.
13. Le statistiche: capire come ti trovano
La sezione performance ti dice come le persone arrivano alla tua scheda e cosa fanno. Guardala una volta al mese: è la bussola per capire cosa funziona e dove intervenire.
Le metriche da guardare ogni mese
- Come ti trovano: ricerche dirette (per nome) vs ricerche per categoria/servizio («agenzia immobiliare [zona]»). Se dominano quelle dirette, sei poco visibile a chi ancora non ti conosce: lavora su categorie, recensioni e post.
- Dove compari: nei risultati di Ricerca e in quelli di Maps.
- Cosa fanno: chiamate, richieste di indicazioni, clic al sito, messaggi, clic sui link di prenotazione. Sono i contatti reali generati dalla scheda.
- Le parole con cui ti cercano: ti dicono quali termini funzionano e quali aggiungere in descrizione e servizi.
- Confronta sempre mese su mese e stagione su stagione: contano i trend, non il singolo numero.
14. Farsi trovare: local SEO e coerenza
Comparire in alto tra i risultati locali dipende dai tre fattori già visti — rilevanza, distanza, prominenza — su cui puoi agire con metodo. Il principio di base è la coerenza: stesso Nome, stesso Indirizzo, stesso Telefono (NAP) identici su scheda, sito e directory.
- Allinea il NAP su sito, social e principali directory (pagine gialle, portali, elenchi locali). Ogni incoerenza indebolisce la fiducia di Google.
- Collega il sito alla scheda e viceversa; usa nel sito le parole con cui ti cercano localmente e crea pagine dedicate ai quartieri che presidi.
- Inserisci nel sito i dati strutturati (schema LocalBusiness / RealEstateAgent): aiutano Google a leggere correttamente la tua attività.
- Recensioni recenti e costanti, foto aggiornate e post settimanali: sono tutti segnali di «prominenza» che spingono il posizionamento.
15. Problemi e sospensioni: come evitarli
Una scheda sospesa sparisce dai risultati: è il rischio più serio. Le cause più comuni sono le violazioni delle regole. Prevenirle costa molto meno che chiedere il ripristino.
- Non riempire il nome di parole chiave, non usare un indirizzo falso o una casella postale come sede, non creare schede doppie.
- Non modificare più dati insieme in modo brusco (nome, indirizzo, categoria tutti nello stesso momento): fai cambiamenti graduali e coerenti col sito.
- Se la scheda viene sospesa, non crearne una nuova: correggi la violazione e presenta la richiesta di ripristino a Google con le prove che l’attività è reale (foto, documenti, insegna).
16. La concorrenza sleale
Capita che concorrenti usino schede «gonfiate» — nomi pieni di parole chiave, indirizzi fittizi, categorie non pertinenti — per scavalcarti. Non imitarli (rischi la sospensione): puoi invece segnalarli.
- Usa «Suggerisci una modifica» sulla scheda del concorrente per correggere dati palesemente falsi, o gli strumenti di segnalazione di Google per le violazioni gravi.
- La difesa più solida resta però la tua: una scheda completa, tante recensioni autentiche e attività costante superano nel tempo le scorciatoie altrui.
17. Gli errori più comuni
18. Il piano di lancio a 90 giorni
Se parti da zero o da una scheda trascurata, ecco come costruire una presenza solida in tre mesi.
19. La routine di gestione
Gestire la scheda non richiede ore: bastano pochi gesti costanti. Ecco la routine minima.
20. Checklist di ottimizzazione completa
- Scheda rivendicata e verificata, con account ufficiale e ruoli assegnati.
- Nome reale, senza parole chiave forzate.
- Categoria principale precisa + categorie secondarie pertinenti.
- Indirizzo/area servita, telefono locale, orari (anche festivi), sito e link utili.
- Descrizione di ~750 caratteri con posizionamento, servizi e call to action.
- Almeno 20 foto reali e recenti + logo e copertina; aggiornamento mensile; qualche video.
- Almeno un post a settimana, con una sola call to action.
- Sistema di raccolta recensioni attivo con link diretto; obiettivo 50 poi 100+.
- Risposta a ogni recensione entro 24-48 ore.
- Sezione servizi compilata con le parole dei clienti.
- Profilo, recensioni, servizi e sito completi (sono la nuova ‘FAQ’ letta dall’AI).
- Link al sito tracciato con UTM; prenotazione/valutazione attiva.
- NAP coerente su scheda, sito e directory; dati strutturati sul sito.
- Controllo mensile delle statistiche e routine di mantenimento impostata.
Appendice A — Modelli pronti all’uso
Richieste di recensione
WhatsApp / SMS (subito dopo il rogito)
«Buongiorno [nome], è stato un piacere seguirla nella vendita in [via/zona]. Se le fa piacere lasciarci una recensione su Google, per noi è preziosa e aiuta altri proprietari a scegliere con fiducia. Ecco il link, è un minuto: [LINK]. Grazie ancora!»
Email (follow-up a 3 giorni se non arriva)
Oggetto: Due minuti per un piccolo favore
«Gentile [nome], spero si stia trovando bene dopo la vendita. Le avevo inviato il link per una recensione su Google: se ha due minuti sarebbe davvero utile per la nostra agenzia. Ecco di nuovo il link: [LINK]. Grazie per la fiducia. [Firma]»
Risposte alle recensioni
Risposta a 5 stelle
«Grazie [nome]! È stato un piacere aiutarla a vendere [il trilocale in Via X] e sapere che si è trovata seguita in ogni fase è la soddisfazione più grande. Resto a disposizione per lei e per chi le vorrà bene consigliato.»
Risposta a 3 stelle (soddisfazione parziale)
«Grazie [nome] per il tempo dedicato al feedback. Siamo contenti degli aspetti positivi e prendiamo sul serio ciò che possiamo migliorare. Se le va, mi chiami al [numero]: mi piacerebbe capire come avremmo potuto fare meglio.»
Risposta a 1 stella (critica)
«Mi dispiace davvero per l’esperienza, [nome], e la ringrazio per avercelo segnalato. Non è lo standard a cui teniamo. Vorrei capire cosa è successo e rimediare: la prego di contattarmi direttamente al [numero] o a [email]. Ci tengo a trovare una soluzione.»
Risposta a recensione sospetta/falsa
«Non risultano contatti o pratiche a suo nome nei nostri archivi e non riusciamo a ricondurre questa recensione a un cliente reale. Se c’è stato un disguido siamo a disposizione al [numero]. Nel frattempo la segnaliamo per verifica.»
In parallelo: segnala la recensione a Google.
Post pronti
Post — Immobile venduto
«VENDUTO in [X] giorni · [tipologia] in [Via/zona]. Un altro proprietario che ci ha dato fiducia e un altro obiettivo raggiunto. Stai pensando di vendere nella zona? Ti diciamo quanto vale casa tua, gratis e senza impegno. 📞 [numero]»
Post — Valutazione gratuita
«Quanto vale casa tua oggi a [zona]? Il mercato è cambiato negli ultimi mesi. Ti facciamo una valutazione scritta con i dati reali del tuo quartiere, in 48 ore e senza impegno. Scrivici o chiama: [numero] / [link].»
Post — Evento / Open house
«Sabato [data] apriamo le porte di [immobile] in [via]. Vuoi vederla in anteprima insieme ad altri interessati? Scrivici per prenotare la tua visita: [link]. Ti aspettiamo!»
Appendice B — Glossario
Google Business Profile — Il «Profilo dell’attività su Google», ex Google My Business: la scheda gratuita che appare su Ricerca e Maps.
Local pack — Il riquadro con le tre attività (e la mappa) che Google mostra in alto per le ricerche locali.
NAP — Name, Address, Phone: nome, indirizzo e telefono. Devono essere identici ovunque compaiano.
Prominenza — Quanto un’attività è conosciuta e affidabile agli occhi di Google (recensioni, attività, presenza web): uno dei tre fattori di posizionamento locale.
Area servita (SAB) — Impostazione per chi opera sul territorio anziché ricevere in sede: definisce comuni/quartieri coperti.
UTM — Piccoli parametri aggiunti a un link per tracciare, nelle statistiche del sito, da dove arriva il traffico (es. dalla scheda Google).
Schema / dati strutturati — Codice invisibile sul sito che descrive la tua attività a Google in modo che la legga correttamente (es. RealEstateAgent).
Ask / Q&A AI — La risposta automatica basata su AI che ha sostituito le vecchie Domande & Risposte: pesca da profilo, recensioni, servizi, descrizione e sito.
In sintesi: la scheda Google non si «sistema una volta» — si coltiva. Pochi gesti costanti ogni settimana valgono più di una grande ottimizzazione fatta una volta e poi dimenticata. Chi tiene la scheda viva, completa e ricca di recensioni viene trovato, scelto e contattato prima degli altri.
Vuoi che la scheda Google della tua agenzia diventi un commerciale?
Ne parliamo: ti diciamo cosa manca oggi e da dove partire.

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